Giovedì, 28 Aprile 2016 11:11

Contesto in cui operiamo Featured

Lavoriamo nella zona 7 di Milano, quartiere San Siro, una delle aree cittadine a forte presenza immigrata. Il quartiere ha visto nel corso degli ultimi decenni un grande cambiamento con riferimento alla popolazione residente. Da quartiere di operai e artigiani si è via via trasformato. Da un lato la popolazione ha subito un notevole invecchiamento (quasi la metà della popolazione è costituita da over 75). Dall’altro c’è stato un massiccio insediamento di immigrati che ad oggi rappresentano circa il 38% della popolazione residente nel quartiere, una percentuale decisamente superiore alla media cittadina che si attesta intorno al 13,6%. Le maggiori etnie presenti sono quella egiziana, marocchina, peruviana e eritrea.

 La forte presenza di stranieri non si è tuttavia tradotta in un processo di integrazione altrettanto incisivo. L’esempio più evidente è rappresentato dalla scuola elementare “Radice” di via Paravia, che nel corso degli anni 2000 ha visto progressivamente aumentare il numero di alunni stranieri, fino ad arrivare, ad oggi, a contare tra i suoi iscritti solo bambini figli di immigrati, divenendo nei fatti una scuola per immigrati. Non solo gli italiani preferiscono iscrivere i loro figli in altre scuole ma anche gli stessi immigrati di seconda generazione ormai reputano la scuola di serie B.

La percezione diffusa è quella dello straniero come un “problema”, percezione legata anche al fatto che uno dei maggiori problemi dell’area è l’occupazione abusiva delle case popolari proprio da parte di stranieri.

In questo contesto è complicato realizzare un dialogo tra culture diverse. Soprattutto per le donne immigrate la situazione è particolarmente difficile. Spesso provengono da contesti culturali in cui il ruolo della donna è ancora legato esclusivamente all’ambito familiare, alla cura dei figli e della casa. Difficilmente lavorano o cercano lavoro e in media si registrano tre figli per donna. Questo le conduce inevitabilmente a passare gran parte della giornata tra le mura domestiche, relazionandosi quando possibile solo con altre persone della stessa etnia e confrontandosi poco con la realtà circostante. Conseguentemente sono donne che non solo hanno bisogno di un’occasione per migliorare il loro livello linguistico ma anche di approfondire la conoscenza della società in cui vivono.